RUBRICA DELLA QUARANTENA, capitolo 3: i verbi del tempo

La quarantena è un tempo che ciascuno di noi riempie con i propri verbi. Ho provato a fare un elenco di quelli che ho vissuto e ascoltato in queste settimane: è un elenco appositamente lungo perché sia più alta la probabilità che ci si possa sentire tutti inclusi. Vi invito a entrare in ogni singolo verbo, a farlo vostro, a dargli un tempo per dargli la possibilità di restituirvi la vostra forma e la vostra storia.

 

C’è tempo.

C’è tempo per svegliarsi, tempo per sentire il profumo del caffè; tempo per studiare, tempo per leggere, tempo per scrivere; c’è tempo per cucinare, tempo per impastare, tempo per lievitare, c’è tempo per gustare; c’è tempo per guardare, tempo per ascoltare, tempo per pensare; tempo per sentire, tempo per vedere; tempo per dipingere, tempo per disegnare, tempo per colorare; c’è tempo per ritagliare, tempo per incollare; c’è tempo per fare i lego, c’è tempo per pettinare. C’è tempo per giocare, c’è tempo per lavorare. C’è tempo per inventare, c’è tempo per distruggere. C’è tempo per pulire, tempo per sporcare. C’è tempo per riempire e c’è tempo per svuotare. C’è tempo per suonare, c’è  tempo per fare e c’è tempo per stare fermi. C’è tempo per sentire, c’è tempo per riposarsi, c’è tempo per oziare; c’è tempo per arrabbiarsi, per preoccuparsi, per occuparsi; c’è tempo per piangere, c’è tempo per ridere, c’è tempo per sorridere. C’è tempo per scindere, c’è tempo per rimuovere. C’è tempo per proiettare, per spostare, per negare. C’è tempo per vedere tutto nero, c’è tempo per tornare a sperare. C’è tempo per sé, c’è tempo per prendersi cura di. C’è tempo per scoprire, tempo per ritrovare, tempo per ricordare. C’è tempo per il passato, tempo per il presente e tempo per il futuro. C’è tempo per riflettere, tempo per interpretare, tempo per narrare. C’è tempo per sognare, tempo per immaginare. C’è tempo per desiderare, tempo per generare;  tempo per amare, tempo per godere. C’è tempo per osservare, c’è tempo per entrare e tempo per uscire. C’è tempo per aprire, tempo per chiudere. C’è tempo per dare e tempo per ricevere. C’è tempo per attendere, tempo per cambiare, tempo per resistere. C’è tempo per chiedere, tempo per rispondere. C’è tempo per pregare, c’è tempo per meditare. Tempo per divertirsi, tempo per annoiarsi. Tempo per affannarsi, tempo per pazientare. Tempo per cercare, tempo per trovare. C’è tempo per muoversi, c’è tempo per allenarsi, c’è tempo per stare. C’è tempo per il concreto, tempo per il simbolico. C’è tempo per lottare, tempo per disarmare. C’è tempo per sgridare, tempo per coccolare. C’è tempo per lo psichico, tempo per il fisico, tempo per lo spirito. C’è tempo per insegnare, c’è tempo per apprendere. C’è tempo per evolvere, tempo per regredire. Tempo per ambire, tempo per disattendere. C’è tempo per sapere, tempo per credere, tempo per dubitare. Tempo per posticipare, tempo per annullare. C’è tempo per confondere, tempo per distinguere. Tempo per accettare, tempo per rifiutare. Tempo per idealizzare, tempo per svalutare. Tempo per incoraggiare, tempo per valorizzare, c’è tempo per screditare. Tempo per strutturare, tempo per destrutturare. C’è tempo per obbedire, tempo per trasgredire. C’è tempo per esplodere, tempo per implodere. Tempo per amplificare, tempo per sintetizzare. C’è tempo per rimpiangere, c’è tempo per scavare, c’è tempo per seminare. C’è tempo per teatralizzare, tempo per nascondere, tempo per contenere. C’è tempo per distrarre, tempo per intrattenere. Tempo per curare, tempo per guarire. Tempo per sospendere, tempo per riprendere. C’è tempo per contenere, tempo per controllare, tempo per lasciar fluire. C’è tempo per gridare, tempo per sussurrare. Tempo per provare, tempo per vincere, tempo per perdere. Tempo per mancare, tempo per esserci del tutto, tempo per esserci solo a metà. C’è tempo per patire, tempo per soffrire, tempo per tremare. Tempo per morire. Tempo per smarrire, tempo per ritrovare. Tempo per rammendare, tempo per cucire. C’è un tempo per tessere e uno per disfare. C’è tempo per addormentarsi. C’è tempo per arrivare fino in fondo, tempo per fermarsi all’inizio dell’elenco. E poi c’è tempo per il vuoto: tempo per affacciarvisi e correre a riempirlo; tempo per avvicinarlo, tempo per interrogarlo e tempo per lasciarlo essere.

Ogni verbo ha la sua musica, la sua emozione, il suo pensiero, la sua vibrazione, il suo colore. Ogni verbo ha il suo significato e varia a seconda del momento. In questo tempo ci siamo tutti, ciascuno a modo proprio, ciascuno con il proprio verbo. Siamo tutti lì e siamo insieme pur nella distanza.

Parlano di noi questi verbi, del nostro essere e della nostra capacità di narrare storie diverse a seconda di come li mescoliamo e li ricomponiamo. “La parola è forma dell’essere”, diceva Maria Zambrano e le forme sono infinite come il nostro bisogno di narrarle.